Ristrutturazione degli edifici storici dei centri città e del patrimonio rurale
Restoration of historic buildings in city centers and of rural estates

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Note & commenti

Immergersi nell'essenza della montagna

La tanta neve accumulatasi durante l’inverno si è ormai sciolta e i paesaggi della montagna si sono nuovamente rinverditi con i colori accesi della primavera.
Con la ricomparsa del fogliame sui numerosi alberi e dei coloratissimi fiori nei campi si respira di nuovo quel senso di purezza incontaminata che solo la natura può offrire. La bellezza della montagna non è rappresentata solamente dall’attrattività ludica durante la stagione invernale bensì dalla sua potenza intrinseca sprigionata durante le stagioni primaverile ed estiva.
Immergersi nella natura facendone esperienza attraverso tutti e cinque i sensi permette di staccare per qualche ora dalla routine quotidiana riallacciando i propri ritmi con quelli naturali. I suoni della foresta, il profumo degli alberi, i raggi del sole che filtrano tra le foglie e l’aria pulita ci donano un senso di benessere che allevia lo stress e le  preoccupazioni aiutandoci a schiarire i pensieri e a ritrovare buonumore, energia e vitalità.
La consapevolezza intuitiva e istintiva di tutto ciò è radicata nel nostro animo, tuttavia si tratta di una sensazione profonda e difficile da descrivere.
In Giappone questa sensazione è espressa col termine yugen. Esso riguarda il nostro mondo ma ci suggerisce l’esistenza di qualcosa al di fuori, rappresenta la capacità di percepire la bellezza e i misteri dell’universo.

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Qing Li., Shinrin-yoku. Immergersi nei boschi, 2018

 

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Il paesaggio innevato del Cimoncino - Pasqua 2018

La neve di marzo al Borgo la Serra - Marzo 2018

Antico borgo La Serra - Nevicata febbraio 2018

La prima neve del 2017 al Borgo La Serra

Con l'improvvisa nevicata dello scorso 13 novembre il paesaggio montano ai piedi del Cimoncino ha cambiato radicalmente immagine e colori; Le calde viste autunnali hanno ceduto il passo all'incantevole scenario imbiancato dagli oltre 80cm di neve.
L’abbondante nevicata ha portato con sé buone notizie per il turismo invernale per tutti gli appassionati degli sci che hanno visto l’apertura anticipata di gran parte degli impianti del comprensorio del Cimone già dal weekend del 18/19 novembre.
Le belle giornate unite al magnifico paesaggio invernale coperto dalla neve hanno inoltre dato via libera all’apertura anticipata della stagione delle “ciaspolate”, le escursioni sulla neve fresca che si svolgono indossando un paio di ciaspole (o racchette da neve) ai piedi. Si tratta di semplici passeggiate adatte a tutti che permettono di ammirare i paesaggi innevati ‘a ritmo lento’, di immergersi nella natura invernale e di fare un po’ di sano movimento.


A pochi passi dagli impianti sciistici di risalita del Cimoncino si sta avviando alla conclusione il recupero dell’antico “Borgo La Serra” che vedrà entro il 2018 la fine dei lavori del quarto e ultimo stralcio riguardante l’ex-stalla.
Il borgo, che vanta proprio la collocazione all’interno di uno scenario montano incantevole in prossimità delle piste sciistiche, raggruppa dieci nuovi alloggi di eccellente qualità dal punto di vista energetico (classe A4) e sismico.
A tal proposito si segnalano i quattro alloggi completati al rustico avanzato ancora disponibili: le abitazioni 1B, 2A, la villa terra-tetto 3A, e l’abitazione 3B.

 

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Il Borgo "La Serra" visto dalla mulattiera

 

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I colori dell'autunno al Borgo La Serra

01 DSC 7306Il Borgo "La Serra" visto dalla mulattiera

 

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Il borgo antico "La Serra" nella frazione di Canevare (Fanano)

Il monte Cimone è stato frequentato sin dall’antichità come dimostrano il ritrovamento di numerosi reperti archeologici. Era abitato sino all’altitudine di 1350-1400 metri sul livello del mare; lo prova un documento del 753 d.C. in cui il re longobardo Astolfo dona all’abate Anselmo di Fanano, 16.000 ettari della parte alta del Cimone riservati al pascolo e alla raccolta della legna secca da parte dei residenti delle frazioni di Canevare, Fellicarolo, Ospitale e Serrazzone ( gli Usi civici tuttora operanti per i residenti di tali frazioni ).
Il borgo “la Serra” nella frazione di Canevare di Fanano confina direttamente con i pascoli di questi Usi civici ed è un nucleo molto antico di case di pastori che abitavano le pendici più alte del monte Cimone; più in alto ancora ci sono solo pascoli per i greggi di pecore e boschi di faggi sino ai 1800 metri, poi c’è la fascia dei mirtilleti e infine solo prati sino alla cima di 2100 metri.
Su questa linea dei 1350 metri sul livello del mare nella frazione di Canevare permangono tre borghi antichi: La Serra, il Fusano e la Binella. Altri nuclei sono stati costruiti in periodi più recenti (‘700-‘800). Naturalmente ci sono altri borghi antichi a quote più basse sino al centro di Canevare e infine sino al centro di Fanano.

 

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06 Foto storica primi del 900 Antico borgo La Serra, fotografia dei primi anni del '900

 

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Cantiere in corso n.2 (Luglio-Agosto '17)

Con la ripresa del cantiere a Maggio 2017 abbiamo in primis operato le demolizioni della vecchia “barchessa”, dei locali di servizio e del solaio del fienile, poi sono stati effettuati gli scavi di fondazione e costruite le sottofondazioni per il consolidamento delle strutture (vedi Cantiere in corso n. 1).
Nella seconda fase di luglio-agosto si sono effettuate le opere di drenaggio e canalizzazione delle acque di falda, isolando muri e piano terra da possibili fattori di umidità di risalita; si è ricostruita ex novo la parte sud a struttura mista (pilastri in cemento armato dell’ex stalla e muratura portante in laterizio) e si è montato il tetto a due falde interamente in legno (orditura principale delle travi, perline in legno, isolante di cm 10, assito in legno e guaina impermeabile), che termina a sud con un portico sorretto da quattro colonne in pietra. Si è poi costruito il primo solaio a struttura mista (putrelle in acciaio di altezza 17 cm, travetti e perline in legno e successiva soletta di cm 6 in C.A.) sia nella parte nuova che nella parte dell’ex stalla. Nella parte nuova il solaio costituisce la zona a soppalco aperta sul sottostante ampio soggiorno di 60 mq; analoga la soluzione per il secondo solaio dell’ex stalla che costituirà la zona soppalcata da destinare o ad ampliamento del sottostante soggiorno o ulteriore zona notte.

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La strada nel bosco di faggi

Tra la stazione sciistica del Cimoncino e il lago della Ninfa, al confine tra Fanano e Sestola, si snoda una stradina carrabile lunga 2 Km all’interno di un bosco di faggi; su di essa gravitano solo il borgo della Serra e il borgo del Fusano.
Passeggiando sulla strada o sulla mulattiera della Serra, che con il suo percorso rettilineo interseca più volte la strada stessa, si possono apprezzare le trasparenze tremule create dai tronchi, dai rami e dalle foglie dei faggi che lasciano filtrare la luce frantumata del sole; sotto queste alte chiome sorrette da tronchi come colonne, si forma un tappeto soffice di foglie secche che consente la crescita di molte specie di funghi mangerecci (porcini, galletti, finferle, russule, ecc..) nei periodi estivi e autunnali.

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Il sapore del pane

Fare il pane sino ai primi anni ’60, era una necessità almeno per tutte le famiglie che vivevano in campagna. Lo facevano una volta la settimana e lo si cuoceva in forni di pietra refrattaria scaldati con il fuoco a legna sino a far diventare bianca la pietra stessa. Poi i fornai hanno portato il pane a casa e si è persa questa abitudine.

Negli ultimi tempi alcuni amatori hanno ripreso a fare il pane in casa con metodi tradizionali (a partire dalla pasta di riporto), stanchi della grande varietà di pane prodotto con metodi industriali e da farine “sfibrate” e fortemente “raffinate”. Così negli scaffali dei negozi sono ricomparse le farine per il pane, alcune di qualità certificata.

Sono comparsi anche elettrodomestici per impastare e cuocere il pane con celerità, ma farlo con il metodo tradizionale è un po’ più complesso. Innanzitutto necessita procurarsi farine buone, non eccessivamente raffinate.
Nelle montagne modenesi due erano i tipi di pane tradizionale che si producevano: uno era il pane toscano tuttora largamente diffuso nelle montagne modenesi, l’altro era il pane da grano marzuolo, che è stato coltivato nelle valli e montagne modenesi fino agli anni ’70 ed era così chiamato perché si seminava a marzo e si raccoglieva ad agosto. (L'articolo prosegue dopo il video, cliccare su Leggi tutto)

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