Ristrutturazione degli edifici storici dei centri città e del patrimonio rurale
Restoration of historic buildings in city centers and of rural estates

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Riuso del patrimonio esistente

Prima dell'inizio della crisi (dalla metà del 2007) che stiamo tuttora attraversando, ha prevalso l'espansione urbana con grande consumo di suolo agricolo per le nuove urbanizzazioni e nuove costruzioni; gli interventi di riuso del patrimonio esistente (centri storici, insediamenti sparsi, paesaggio agricolo) sono rimasti elementi residuali di nicchia. 

DiagrammaAncora oggi l'ISTAT rileva solo l'attività edilizia delle nuove sostruzioni, non gli interventi di ristrutturazione, restauro e manutenzione straordinaria. Eppure con la crisi tutta l'attività edilizia ha subito la più pesante contrazione dal dopoguerra ad oggi, ma si è comunque progressivamente rafforzata l'attività di ristrutturazione, grazie anche agli incentivi statali.

Gli operatori del settore edilizio lo sanno già da un anno, ed anche il CRESME attesta che gli interventi sull'esistente oramai si avvicinano al 70% degli investimenti in edilizia e la ripresa del ciclo edilizio iniziata nel 2013 ha come elemento trainante le ristrutturazioni in senso ampio (consolidamento statico, risparmio energetico con interventi sugli involucri e sugli impianti, applicazione di nuove tecnologie di comunicazione e per la sicurezza, riabilitazione ambientale e paesaggistica, ecc.).

Questa tendenza va estesa e rafforzata per diverse fondamentali ragioni:

evitare ulteriore consumo di territorio agricolo (è un obbiettivo già recepito in sedi autorevoli e speriamo non sia una moda passeggera);
- ristrutturare l'esistente significa anche conservare e/o reintrodurre presidi territoriali diffusi in grado di fare manutenzione su tutto il territorio; una certa "filosofia" ambientalista che sosteneva che parte dei territori agricoli potevano essere lasciati al rimboschimento selvaggio si è dimostrata disastrosa quanto le nuove urbanizzazioni esasperate;
conservare ed anzi migliorare l'ambiente e il paesaggio dopo cinquanta anni di trasformazioni repentine ed incontrollate, è altrettanto importante: il paesaggio italiano rimane un bene culturale ed economico fondamentale;
puntare sull'intervento diffuso significa attivare i risparmi di gran parte dei proprietari di case e d'immobili in genere, che rappresentano più dell'80% delle famiglie italiane.
Del riuso ci occuperemo ripetutamente perché è il tema principale del nuovo ciclo edilizio per i prossimi cinque anni, forse anche dieci, prima di riparlare di nuove costruzioni.

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