Ristrutturazione degli edifici storici dei centri città e del patrimonio rurale
Restoration of historic buildings in city centers and of rural estates

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Il monte Cimone è da sempre la dimora dell'aquila reale

laquila del monte CimoneSi racconta che nell'autunno del 1960 fu abbattuta l'ultima aquila reale del monte Cimone (versante Fanano-
Sestola).

La foto che ritrae gli abitanti del villaggio in posa con il relativo trofeo sembra confermare questa tesi (per ragioni di opportunità non si citano località specifiche e nomi).

villaggio con aquila catturataEra così finita la guerra che pastori e contadini dell'alta montagna modenese conducevano da sempre contro l’aquila reale che rapiva agnelli dai loro greggi e animali da cortile dai loro pollai.Tempo prima era stata vinta la guerra contro il lupo.

Era però una vittoria apparente perché qualche aquila, più riservata di prima, ha continuato a vivere sui dirupi del monte; mentre i pastori e i contadini sono emigrati in misura sempre più massiccia, per diventare operai nelle ceramiche e delle officine metalmeccaniche di Modena.
Verso la fine del novecento non si contava più un solo gregge sul Cimone (agli inizi del novecento se ne contavano alcune decine di migliaia!), e agli inizi del duemila sono scomparse anche le stalle familiari di bovini.
Sono stati così ridotti drasticamente i micidiali "veleni" che si usavano in agricoltura nei primi trent'anni del dopoguerra.
Ma dagli anni novanta è ricomparsa con più frequenza l'aquila reale sulle pendici del Cimone oltre i 1200 metri di altitudine, la si può vedere volteggiare anche sopra le case in primavera e in autunno, senza necessità di andare a disturbare i luoghi di nidificazione tra i dirupi.
La vedi volare a spirale sul cielo limpido, mai a distanza ravvicinata dagli uomini e di tanto in tanto senti un grido secco e timido. Per queste sue caratteristiche è inconfondibile, non ha nulla in comune con la poiana ben più " casereccia" e con gli altri rapaci minori pure frequenti sulle zone alte del Cimone.
Qualche volta l'aquila reale si presenta anche in luglio quando falciano l'erba dei prati e piccoli roditori sono allo scoperto.
In autunno compaiono in tre ed anche quattro esemplari contemporaneamente: sono assieme ai piccoli che hanno imparato da poco a volare.
L'aquila reale, per le sue dimensioni (superiori a 2 metri di apertura alare) e per la maestosità del suo volo, costituisce un marchio che è stato inserito negli stemmi delle case reali e delle casate nobili, nelle bandiere di stati , sulle fusoliere degli aerei , nei titoli di film famosi, in capi di abbigliamento, etc. Insomma è il rapace più reclamizzato al mondo ed ha un "brand" imbattibile come si dice oggi con un termine di moda, ma questi marchi restituiscono una pallida immagine della sua reale bellezza: l'aquila non somiglia certo agli aeroplani che si presentano rigidi nella forma e diritti nel volo.
Solo i parapendii che si lanciano dal monte Calvanella costituiscono una buona imitazione del volo dell'aquila perché il loro volo lento e a spirale insegue dolcemente le correnti dell'aria.
Comunque sia l'aquila reale ha dimostrato di poter vivere anche senza gli agnelli e gli animali domestici dei pastori e dei contadini; del resto i rari contadini rimasti oggi non considerano più l'aquila come un nemico; è dello scorso anno che un contadino ha salvato un'aquila che si era impigliata in una rete. Sopravvive solo qualche isolato cacciatore bracconiere .
E' dunque una storia a lieto fine? Non precisamente. E’ piuttosto un bell'episodio di una storia che avrà altri episodi ancora da vivere.
E’ senz'altro positivo che l'aquila reale sia rimasta sul Cimone e si sia estesa, che il lupo italico sia ritornato, che eserciti di lucciole risplendano nelle notti di giugno-luglio (la stagione è posticipata rispetto alla pianura), che grandi varietà di farfalle volino tra i prati in fiore.
Ma il ritorno alla natura primigenia non sembra la soluzione per un territorio antropizzato da millenni.
Serve un turismo che sappia apprezzare le qualità ambientali del territorio (non solo lo sci d'inverno ma anche le escursioni d'estate) e un agriturismo di qualità che riprenda e solleciti la voglia di coltivare la terra.

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