Ristrutturazione degli edifici storici dei centri città e del patrimonio rurale
Restoration of historic buildings in city centers and of rural estates

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La neve sul Monte Cimone

Chiesetta del Monte CimoneE’ arrivata con un po’ di ritardo la stagione delle grandi nevicate, della neve “sopra la cintola” come si usava dire una volta.(nella foto: La chiesetta del Monte Cimone coperta di neve).

D’altronde anche il clima non è più quello di una volta: lo dice la gente comune al bar ed anche gli esperti, con maggiore fondamento scientifico, si spera.
Il clima però non rispetta la cadenza dei nostri calendari. Silvio Govi nel 1936 (in tempi non sospetti dunque) nel suo libro “L’Appennino Modenese” (A.F. Formiggini Editore) scriveva: "Sulle alte vette le prime nevi dell’anno cadono in settembre e le ultime nel maggio; si sono però avute anche nevicate in giugno, luglio e agosto ma solo sulle più alte vette. Grave danno alle biade e a ogni altro raccolto recò l’alta neve caduta il 3-4 maggio 1025, e più il freddo che ne seguì; molto rigido fu l’inverno 1455 e il 28 giugno e il 9 maggio 1644 cadde una forte nevicata; invece gli inverni del 1720, 1820, e 1833 furono brevissimi, senza neve sulle più alte cime dell’Appennino cosicché in gennaio si videro non soltanto le viole, ma fiori di fragole, foglie agli ontani, ai sambuchi, ai pruni e ai rosai come nell’inverno del 1845”.

E ancora: “dalle 7 alle 11 ant. cielo totalmente coperto, neve sulla vetta del Cimone, 20 giugno1883; la mattina del 7 luglio 1890 cadde neve fitta sui monti “ Le Tagliole” che imbiancò a radi e larghi fiocchi sul Cimone e sui contrafforti fino alle case di Cervarola a 1456 m. sul livello del mare .” Qui siamo proprio a casa nostra: borgo La Serra, Cimoncino e lago della Ninfa.
Infine: “ di mattino del 24 agosto 1891 cadde un centimetro di neve. Gelo. Cielo sereno dopo. E neve cadde sul Cimone in discreta quantità nella notte dal 20 al 21 luglio 1892 e nella notte dal 12 al 13 luglio 1909 sul Libro Aperto, il Cimone, lago Santo e Alpe di S. Pellegrino.”.

Per molti secoli sino a tutto l’ 800 il Cimone è rimasto isolato sotto la neve durante i lunghi inverni di sei mesi; i borghi e le case sparse situate tra i 1000 m. e i 1400 m. di altitudine del Monte Cimone rimanevano abitate solo da anziani, donne e bambini perché gli uomini e i giovani già da novembre scendevano con i loro greggi parte in Maremma e parte sul litorale romagnolo. La transumanza (ovvero le grandi migrazioni stagionali dei pastori con i loro greggi dalla montagna alla pianura) è durata sino a quando sono esistiti i greggi (1980).

Ma già nell’ultimo ventennio dell’'800 con la costruzione dell’osservatorio astronomico sulla vetta del Cimone, questa montagna è stata frequenta da escursionisti e scienziati non solo d’estate ma anche d’inverno. Negli ultimi 50 anni del 900 è stata molto frequentata dalle pendici alla vetta (osservatorio meteo dell’Aeronautica militare, centro di ricerca astronomico, base Nato per il periodo della guerra fredda);
Nel 1979 si costituisce il Consorzio invernale del Cimone che gestisce ancora oggi il comprensorio sciistico del Cimone con i suoi 50 km di piste da sci e relative attrezzature.

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Il Cimone