Ristrutturazione degli edifici storici dei centri città e del patrimonio rurale
Restoration of historic buildings in city centers and of rural estates

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La presenza dell’upupa, delle rondini, delle lucciole e delle sanguisughe come termometri della buona salute di un territorio

upupa3Upupa1 bisUpupa2Il 2 giugno di quest’anno ho visto un’upupa appollaiata su una staccionata al borgo “La Serra”; a prima vista attira molto l’attenzione per le sue forme inusuali, per la bellezza delle sue piume multicolore e per l’eleganza dei suoi movimenti; dell’upupa avevo sentito parlare da anziani poiché un tempo si poteva avvistare anche in pianura, poi con l’industrializzazione e con i pesticidi in agricoltura, l’upupa era scomparsa e ora in pianura si può avvistare solo nelle oasi protette; qui a 1350 metri di altitudine nel pre-parco dell’Alto Appennino modenese l’ho vista per la prima volta appunto il 2 giugno; uccello ubiquitario, schivo e abbastanza raro, è parte di tanti miti e di tante storie dei popoli; essendo un uccello migratore anche l’upupa è dunque ritornata come le rondini dai paesi caldi del Nord Africa, dove hanno svernato.

Anche se timido tenta di entrare nella casa di Cristina, facendosi fotografare sul davanzale.

RONDINIE’ un buon segno non solo perché è ritornata la primavera (piuttosto piovosa per la verità) ma soprattutto perché upupa e rondini ritrovano un clima mite, un territorio tranquillo e ricco di cibo (insetti, vermi, ecc.). Si temeva che, con la chiusura di tante stalle familiari dove tradizionalmente facevano i loro nidi, anche le rondini siano scomparse; così non sembra per la presenza in abbondanza di insetti di cui cibarsi; è proprio il caso di ricordare che le persone che non sopportano vedere volare mosche e zanzare non sono adatte a soggiornare in questi luoghi. 

 

 

 

 


lucciole 330x185A luglio poi ritorneranno a splendere nella notte milioni di lucciole e a vagare nel buio della notte milioni di traiettorie luminose zigzaganti. Un tempo anche nelle campagne di pianura e collina le lucciole comparivano a nugoli nelle prime sere calde tra maggio e giugno; ora non c’è più traccia; ma nella media e alta montagna hanno resistito o sono tornate, e si presentano all’appuntamento ogni anno con un mese di “ritardo” rispetto alla pianura; costituiscono la cartina al tornasole della qualità dell’ambiente allestendo un meraviglioso spettacolo della natura.Gli ingredienti di questo successo sono: eliminazione di pesticidi e fitofarmaci, orti biologici, grandi prati ben tenuti, drastica riduzione dell’inquinamento luminoso.


E ancora, lungo i ruscelli di acque chiare del Monte Cimone potreste imbattervi in piccole colonie di sanguisughe; per quanto vi possa apparire strano anche la presenza delle sanguisughe (si proprio quelle dei salassi galenici) denota che l’acqua in cui vivono non è contaminata, dunque la sorgente sotterranea a monte, non quella superficiale del ruscello, è utilizzabile per un acquedotto di eccellente acqua potabile, previo le dovute analisi di verifica in laboratori accreditati. Se fosse inquinata o contenesse in eccesso alcuni minerali (es. ferro), le sanguisughe non potrebbero sopravvivere.

Questi termometri della salute del territorio non sono certo strumenti scientifici precisi ma provengono da una secolare esperienza montanara che fortunatamente non si è del tutto perduta.
Provate anche voi a verificare se nel vostro territorio sopravvivono queste quattro specie di animali;
ho scelto queste perché possono vivere a quasi tutte le latitudini, in montagna come in pianura, in presenza dell’uomo o in zone disabitate; però rifuggono le zone inquinate e rumorose.

( Foto di Cristina Zanarini)

 

 

 

 

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