Ristrutturazione degli edifici storici dei centri città e del patrimonio rurale
Restoration of historic buildings in city centers and of rural estates

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Post terremoto. Esperienze e riflessioni sull'ennesimo "Piano Casa"

TerrimotoIl riserbo e il rispetto per tante vittime del terremoto di Amatrice e Comuni limitrofi avrebbero richiesto forse maggiore ponderatezza nelle promesse sul post emergenza per non ricreare confusione, per non dire parole al vento. Ne sono state dette tante da politici autorevoli e tecnici altrettanto autorevoli che potrebbero sfociare in una produzione di leggi, programmi e norme: un'ulteriore produzione di carta e procedure sempre più complesse. Questo è un aspetto preoccupante. Accenno ad alcune di queste “perle”, dando per scontato che siano state tutte espresse in buona fede.

Ritorna il "piano casa" per la messa in sicurezza delle case degli italiani, un piano che viene riproposto per l’ennesima volta. Forse stavolta ce la facciamo, si aggiunge. Le norme antisismiche però esistono già, anzi sono tra le più avanzate al mondo, aggiungono gli esperti.
Si ripete così un vizio italiano: promulgazione di leggi avanzate senza nessuna verifica sulla loro applicabilità, con scarsi controlli sugli interventi realizzati.

Se davvero si vuole recuperare il patrimonio esistente s’incentivino davvero gli interventi dei proprietari: ad esempio azzerare gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione per gli interventi di recupero (alcuni Comuni li hanno già ridotti), rendere permanenti le agevolazioni fiscali per interventi di recupero (risparmio energetico e consolidamenti strutturali).
L’ex ministro Lupi con lo “ sblocca Italia” aveva introdotto per il recupero del patrimonio esistente alcune semplificazioni relative alle categorie d’intervento, ai carichi urbanistici e alle classificazioni di destinazione urbanistica.
Sono subito intervenuti le Regioni e i Comuni che hanno in gran parte neutralizzato questo tentativo sul nascere; la categoria della ristrutturazione (in particolare demolizione con ricostruzione) è stata oggetto di suddivisione in sottocategorie soggette a regimi diversi da parte dell’Agenzia delle Entrate, delle Regioni, di molti Comuni e persino dei termotecnici.

Bisognerebbe imporre il libretto dell’edificio come si è fatto per il certificato energetico, aggiungono alcuni esperti; sulla veridicità ed efficacia dei certificati energetici è urgente effettuare delle verifiche: è possibile fare un certificato energetico senza sopralluogo al costo di € 60? è possibile che un fabbricato ristrutturato rimanga in classe energetica G o F? Perché si deve pagare un tecnico per fare il certificato se l’edificio non ha impianti?
Pur con questi gravi difetti il certificato energetico è pur sempre un passo avanti, la cui utilità non è ancora molto avvertita dai proprietari e dagli acquirenti.
Ma anche il libretto dell’edificio di fatto esiste già e comunque il proprietario e/o l’acquirente lo può richiedere al venditore e/o all’impresa.
Petra 2000 S.r.l., da almeno dieci anni, che interviene con ristrutturazioni in pianura e in montagna, in zone sismiche, fornisce agli acquirenti delle abitazioni ristrutturate il verbale di consegna con gli allegati che comprendono:
-il certificato di agibilità,
-il certificato di collaudo statico,
-l’accatastamento,
-le dichiarazioni di conformità degli impianti,
-il certificato energetico,
-l’autorizzazione allo scarico,
-la planimetria delle reti tecnologiche e delle parti comuni,
-gli identificativi contatori.
Questa è una documentazione ufficiale che fotografa l’immobile alla data della nuova agibilità.

103406580 th ae606587 6140 4297 9948 226e63a91e2aMi ha particolarmente impressionato che si siano sgretolati edifici in sasso (del tutto comprensibile) ma anche in muratura (meno comprensibile) e in cemento armato (incomprensibile a prima vista); sono crollati edifici vecchi ma anche edifici nuovi e/o ristrutturati di recente. Nella mia ormai lunga esperienza di ristrutturazioni tutte e tre le categorie di strutture (sasso, muratura e cemento armato) possono essere ristrutturate con adeguati consolidamenti strutturali.
Gli edifici ristrutturati da Petra2000 nel centro storico di Carpi, nel centro storico di Modena e nei borghi in sasso dell’alta montagna modenese non hanno subito mai danni. Non necessariamente gli edifici nuovi resistono più di quelli ristrutturati.

“Ricostruire i borghi dove erano e come erano” è stato uno slogan ripetuto da tutte le autorità ed anche dalla popolazione colpita dal terremoto,. A questo se ne sono aggiunti altri: no alle new towns, alcuni hanno aggiunto che erano da abbattere tutte le case per poi ricostruirle, altri che bisogna numerare pietra per pietra per ricostruire come era dove era. Un’impresa questa ultima ragionevole solo per alcuni monumenti;
E’ condivisibile la scelta di ricostruire i borghi storici dove erano, compatibilmente con le necessarie verifiche geologiche dei terreni. Meno comprensibile l’affermazione che siano da abbattere borghi interi per ricostruirli uguali. Non ci sono parti che si possono recuperare? la parte da ricostruire deve necessariamente essere “in stile antico”? Per mantenere la comunità nel luogo si deve ricostruire l’edilizia antica?
Infine mi ha colpito la notizia che i pochi finanziamenti messi a disposizione dalla regione Lazio per interventi di consolidamento statico siano stati scarsamente utilizzati per l’inoltro delle domande a tempi scaduti per disattenzione di un funzionario. Se la notizia è vera, suppongo che il funzionario sia stato sollevato dal proprio incarico. O no?
scuola amatriceLa questione è più generale: se una scuola crolla dopo essere stata appena ristrutturata, vi sarà una responsabilità diretta (civile e penale) dei tecnici e delle imprese, ma vi è anche una responsabilità civile delle autorità (assessori e sindaco) che male hanno controllato i sottoposti e/o incaricati.
In conclusione mi sembra che ci sia davvero poco da legiferare (salvo il programma straordinario di Amatrice e Comuni limitrofi).
Molto si deve fare per semplificare e applicare la legislazione esistente; ancora maggiore è il compito di assunzione di responsabilità e di controllo da parte delle autorità competenti.

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