Ristrutturazione degli edifici storici dei centri città e del patrimonio rurale
Restoration of historic buildings in city centers and of rural estates

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Note & commenti

La presenza dell’upupa, delle rondini, delle lucciole e delle sanguisughe come termometri della buona salute di un territorio

upupa3Upupa1 bisUpupa2Il 2 giugno di quest’anno ho visto un’upupa appollaiata su una staccionata al borgo “La Serra”; a prima vista attira molto l’attenzione per le sue forme inusuali, per la bellezza delle sue piume multicolore e per l’eleganza dei suoi movimenti; dell’upupa avevo sentito parlare da anziani poiché un tempo si poteva avvistare anche in pianura, poi con l’industrializzazione e con i pesticidi in agricoltura, l’upupa era scomparsa e ora in pianura si può avvistare solo nelle oasi protette; qui a 1350 metri di altitudine nel pre-parco dell’Alto Appennino modenese l’ho vista per la prima volta appunto il 2 giugno; uccello ubiquitario, schivo e abbastanza raro, è parte di tanti miti e di tante storie dei popoli; essendo un uccello migratore anche l’upupa è dunque ritornata come le rondini dai paesi caldi del Nord Africa, dove hanno svernato.

Anche se timido tenta di entrare nella casa di Cristina, facendosi fotografare sul davanzale.

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Il percorso ad anello Borgo La Serra-Lago della Ninfa- Cimoncino


00 percorso con didascalie

Con gli sci e con le ciaspole per le vacanze pasquali

00 percorso con didascalie Anche quest’anno a metà marzo ci sono state abbondanti nevicate sul monte Cimone: tornano splendide giornate per sciare sulle piste della montagna e per ciaspolate tra boschi e prati innevati.

Le escursioni con le ciaspole consentono di scegliere i percorsi con molta flessibilità , sempre che tra il gruppo di escursionisti vi sia una guida o comunque un esperto dei luoghi.

Oggi vi propongo un percorso ad anello: borgo” La Serra” - lago della Ninfa- Cimoncino, che si snoda dolcemente tra i 1350 e i 1500 metri di altitudine.

Ovviamente si può partire da un punto qualsiasi dell’anello, seguendo i tracciati rimasti delle antiche mulattiere che formano un reticolo piuttosto fitto sul territorio.

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La neve sul Monte Cimone

Chiesetta del Monte CimoneE’ arrivata con un po’ di ritardo la stagione delle grandi nevicate, della neve “sopra la cintola” come si usava dire una volta.(nella foto: La chiesetta del Monte Cimone coperta di neve).

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Io sto con il lupo

cartello 1Salendo per la Fondovalle da Modena per Fanano-Sestola e poi per il Cimone si trova un cartello poco prima del bivio per Montese, montato qualche anno fa da un allevatore che recitava "Attenti al Lupo”, seguita da un’immagine dell'animale; ma il lupo è protetto e dunque la parola "lupo" è stata tolta dal cartello; il messaggio rimane inequivocabile.

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Il monte Cimone è da sempre la dimora dell'aquila reale

laquila del monte CimoneSi racconta che nell'autunno del 1960 fu abbattuta l'ultima aquila reale del monte Cimone (versante Fanano-
Sestola).

La foto che ritrae gli abitanti del villaggio in posa con il relativo trofeo sembra confermare questa tesi (per ragioni di opportunità non si citano località specifiche e nomi).

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Aria di saldi stagionali anche per le abitazioni invendute negli ultimi otto anni di crisi- Ristrutturazioni e certificati energetici

IMG 0100Il mercato edilizio dà segni di ripresa, ma i segnali positivi si prestano a valutazioni difficili e controverse. Soprattutto è iniziata la stagione dei grandi saldi. Un ampio parco di abitazioni rimasto invenduto per otto anni di crisi, che si presenta alla sua ultima occasione di vendita.

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Il ripristino dell'antica mulattiera "la Serra": ultimo aggiornamento

Abbiamo iniziato parlando di itinerari e allo sciogliersi delle nevi, dell'apparire delle vecchie mulattiere. Per la verità, in quella prima presentazione era difficile individuare queste vecchi percorsi, indispensabili per gli abitanti della montagna prima dell'avvento delle macchine.

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Partendo dal Borgo "La Serra" iniziò una prima attività di manutenzione, da parte di qualche volontario della "Serra", che fortunatamente fu poi assunta a proprio carico dai manutentori degli Usi civici.
Anche alcuni abitanti di tratti intermedi hanno concorso al ripristino del percorso, adiacente alle loro proprietà.

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Si è quindi ripristinato il percorso sino a Canevare, provvedendo anche all'installazione di una tabellazione informativa. La mulattiera presenta un dislivello da 900 metri di Canevare sino ai 1500 m. del Lago della Ninfa
Restano ora da facilitare alcuni passaggi, soprattutto agli incroci con le strade e nei punti in cui la mulattiera è stata usata come discarica.
Il tratto da Canevare a Serra di gallina è fiancheggiato da numerose vecchie case ristrutturate, mentre il tratto da Serra di gallina a "La Serra" assume più l'aspetto di passeggiata tra i pascoli e i boschi di faggio della media montagna modenese.

Ci sentiamo di lanciare un'altra sfida al Consiglio d'amministrazione degli Usi civici: perché non dotare, in alcuni tratti la vecchia mulattiera della Serra, di alcuni luoghi di sosta e di riposo per permetterne la fruizione anche da parte di persone con qualche disabilità, anziani e bambini?
La mulattiera per le caratteristiche del percorso si presta ad escursioni familiari, con tutti i componenti. Un po' di relax ogni tanto ci vuole, magari, per quelli più in forza, per cercare qualche fragolina. Sicuramente ci saranno alberi ombrosi sotto i quali mettere qualche panca e magari anche un tavolino da picnic. Siamo sicuri che si sapranno trovare le soluzioni più comode, ma anche allettanti per la vista del paesaggio e la conoscenza della flora. Buon lavoro!

 

 

 

 

 

Itinerari di stagione-giugno.L'antica mulattiera de " La serra" ritrovata


03Alle antiche mulattiere, spesso abbandonate, abbiamo accennato già nella precedente puntata.

Ritorniamo ora sull'antica mulattiera Fanano-Canevare- "La Serra"- "lago della Ninfa" ( denominata ancora oggi strada vicinale della Serra) perché un ampio tratto, oramai abbandonato da molti anni, è stato ripristinato questa primavera dagli Usi civici delle frazioni di Serazzone, Ospitale , Fellicarolo e Canevare nel Comune di Fanano.

Gli Usi civici possiedono 1.692 Ha di terreno montano nel comune di Fanano, destinati a pascolo e bosco.

E' una proprietà comune ai residenti delle quattro frazioni che deriva direttamente dai "privilegi" concessi all'abate Anselmo da parte del Re longobardo Astolfo nell'anno 753 d.c.

Ancora oggi è gestita da un Consiglio di Amministrazione eletto periodicamente sempre dai residenti delle quattro frazioni.

Ciascun residente ha diritto di pascolo, di raccolta della legna morta da fuoco per consumo proprio, e di raccolta dei frutti di bosco (funghi, lamponi, mirtilli, ecc.).

Ovviamente gli Usi civici effettuano opere di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio interessato dal "previlegio".

Planimetrie Mulattiera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Il tratto interessato dal ripristino di oltre due km inizia a " Serra di gallina" (1300 m s.m.)

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 passa per il borgo " La Serra ",

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si sviluppa dentro il bosco di faggi

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 e termina al lago della Ninfa .

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Riuso del patrimonio esistente

Prima dell'inizio della crisi (dalla metà del 2007) che stiamo tuttora attraversando, ha prevalso l'espansione urbana con grande consumo di suolo agricolo per le nuove urbanizzazioni e nuove costruzioni; gli interventi di riuso del patrimonio esistente (centri storici, insediamenti sparsi, paesaggio agricolo) sono rimasti elementi residuali di nicchia. 

DiagrammaAncora oggi l'ISTAT rileva solo l'attività edilizia delle nuove sostruzioni, non gli interventi di ristrutturazione, restauro e manutenzione straordinaria. Eppure con la crisi tutta l'attività edilizia ha subito la più pesante contrazione dal dopoguerra ad oggi, ma si è comunque progressivamente rafforzata l'attività di ristrutturazione, grazie anche agli incentivi statali.

Gli operatori del settore edilizio lo sanno già da un anno, ed anche il CRESME attesta che gli interventi sull'esistente oramai si avvicinano al 70% degli investimenti in edilizia e la ripresa del ciclo edilizio iniziata nel 2013 ha come elemento trainante le ristrutturazioni in senso ampio (consolidamento statico, risparmio energetico con interventi sugli involucri e sugli impianti, applicazione di nuove tecnologie di comunicazione e per la sicurezza, riabilitazione ambientale e paesaggistica, ecc.).

Questa tendenza va estesa e rafforzata per diverse fondamentali ragioni:

evitare ulteriore consumo di territorio agricolo (è un obbiettivo già recepito in sedi autorevoli e speriamo non sia una moda passeggera);
- ristrutturare l'esistente significa anche conservare e/o reintrodurre presidi territoriali diffusi in grado di fare manutenzione su tutto il territorio; una certa "filosofia" ambientalista che sosteneva che parte dei territori agricoli potevano essere lasciati al rimboschimento selvaggio si è dimostrata disastrosa quanto le nuove urbanizzazioni esasperate;
conservare ed anzi migliorare l'ambiente e il paesaggio dopo cinquanta anni di trasformazioni repentine ed incontrollate, è altrettanto importante: il paesaggio italiano rimane un bene culturale ed economico fondamentale;
puntare sull'intervento diffuso significa attivare i risparmi di gran parte dei proprietari di case e d'immobili in genere, che rappresentano più dell'80% delle famiglie italiane.
Del riuso ci occuperemo ripetutamente perché è il tema principale del nuovo ciclo edilizio per i prossimi cinque anni, forse anche dieci, prima di riparlare di nuove costruzioni.

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