Ristrutturazione degli edifici storici dei centri città e del patrimonio rurale
Restoration of historic buildings in city centers and of rural estates

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Note & commenti

Cantiere in corso n.2 (Luglio-Agosto '17)

Con la ripresa del cantiere a Maggio 2017 abbiamo in primis operato le demolizioni della vecchia “barchessa”, dei locali di servizio e del solaio del fienile, poi sono stati effettuati gli scavi di fondazione e costruite le sottofondazioni per il consolidamento delle strutture (vedi Cantiere in corso n. 1).
Nella seconda fase di luglio-agosto si sono effettuate le opere di drenaggio e canalizzazione delle acque di falda, isolando muri e piano terra da possibili fattori di umidità di risalita; si è ricostruita ex novo la parte sud a struttura mista (pilastri in cemento armato dell’ex stalla e muratura portante in laterizio) e si è montato il tetto a due falde interamente in legno (orditura principale delle travi, perline in legno, isolante di cm 10, assito in legno e guaina impermeabile), che termina a sud con un portico sorretto da quattro colonne in pietra. Si è poi costruito il primo solaio a struttura mista (putrelle in acciaio di altezza 17 cm, travetti e perline in legno e successiva soletta di cm 6 in C.A.) sia nella parte nuova che nella parte dell’ex stalla. Nella parte nuova il solaio costituisce la zona a soppalco aperta sul sottostante ampio soggiorno di 60 mq; analoga la soluzione per il secondo solaio dell’ex stalla che costituirà la zona soppalcata da destinare o ad ampliamento del sottostante soggiorno o ulteriore zona notte.

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La strada nel bosco di faggi

Tra la stazione sciistica del Cimoncino e il lago della Ninfa, al confine tra Fanano e Sestola, si snoda una stradina carrabile lunga 2 Km all’interno di un bosco di faggi; su di essa gravitano solo il borgo della Serra e il borgo del Fusano.
Passeggiando sulla strada o sulla mulattiera della Serra, che con il suo percorso rettilineo interseca più volte la strada stessa, si possono apprezzare le trasparenze tremule create dai tronchi, dai rami e dalle foglie dei faggi che lasciano filtrare la luce frantumata del sole; sotto queste alte chiome sorrette da tronchi come colonne, si forma un tappeto soffice di foglie secche che consente la crescita di molte specie di funghi mangerecci (porcini, galletti, finferle, russule, ecc..) nei periodi estivi e autunnali.

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Il sapore del pane

Fare il pane sino ai primi anni ’60, era una necessità almeno per tutte le famiglie che vivevano in campagna. Lo facevano una volta la settimana e lo si cuoceva in forni di pietra refrattaria scaldati con il fuoco a legna sino a far diventare bianca la pietra stessa. Poi i fornai hanno portato il pane a casa e si è persa questa abitudine.

Negli ultimi tempi alcuni amatori hanno ripreso a fare il pane in casa con metodi tradizionali (a partire dalla pasta di riporto), stanchi della grande varietà di pane prodotto con metodi industriali e da farine “sfibrate” e fortemente “raffinate”. Così negli scaffali dei negozi sono ricomparse le farine per il pane, alcune di qualità certificata.

Sono comparsi anche elettrodomestici per impastare e cuocere il pane con celerità, ma farlo con il metodo tradizionale è un po’ più complesso. Innanzitutto necessita procurarsi farine buone, non eccessivamente raffinate.
Nelle montagne modenesi due erano i tipi di pane tradizionale che si producevano: uno era il pane toscano tuttora largamente diffuso nelle montagne modenesi, l’altro era il pane da grano marzuolo, che è stato coltivato nelle valli e montagne modenesi fino agli anni ’70 ed era così chiamato perché si seminava a marzo e si raccoglieva ad agosto. (L'articolo prosegue dopo il video, cliccare su Leggi tutto)

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Cantiere in corso giugno 2017

Con la buona stagione sono ricominciati i lavori del quarto ed ultimo stralcio di ristrutturazione del borgo La Serra; sono in corso le demolizioni ed i consolidamenti della ex stalla mentre sono ultimate e consegnate altre abitazioni del borgo stesso. 

10 7 9 8 6 

 

Evidenziamo un’abitazione indipendente già costruita al “rustico avanzato” che è il Villino n.5 

Villino 5.aprile 2017

Le marcolfe sui comignoli di pietra

Marcolfa Doccia rif Cap celLe case antiche dei pastori e dei contadini del Frignano, soprattutto nelle parti di alta montagna, erano fatte di muri in pietra posata a secco, con velatura d’intonaco di calce e sabbia di fiume sia all’esterno che all’interno. Si usava il legno solo per i solai e per l’orditura dei tetti che erano coperti da tre strati di lastre di pietra locale.
Il riscaldamento era fornito dal camino di pietra posto nella zona cucina/ pranzo e in qualche modo serviva l’intera abitazione. Il tiraggio era assicurato da comignoli pure in pietra che terminavano con una lastra quadrata, sormontata da una pigna di pietra chiamata “marcolfa”.

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Post terremoto. Esperienze e riflessioni sull'ennesimo "Piano Casa"

TerrimotoIl riserbo e il rispetto per tante vittime del terremoto di Amatrice e Comuni limitrofi avrebbero richiesto forse maggiore ponderatezza nelle promesse sul post emergenza per non ricreare confusione, per non dire parole al vento. Ne sono state dette tante da politici autorevoli e tecnici altrettanto autorevoli che potrebbero sfociare in una produzione di leggi, programmi e norme: un'ulteriore produzione di carta e procedure sempre più complesse. Questo è un aspetto preoccupante. Accenno ad alcune di queste “perle”, dando per scontato che siano state tutte espresse in buona fede.

Ritorna il "piano casa" per la messa in sicurezza delle case degli italiani, un piano che viene riproposto per l’ennesima volta. Forse stavolta ce la facciamo, si aggiunge. Le norme antisismiche però esistono già, anzi sono tra le più avanzate al mondo, aggiungono gli esperti.
Si ripete così un vizio italiano: promulgazione di leggi avanzate senza nessuna verifica sulla loro applicabilità, con scarsi controlli sugli interventi realizzati.

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Paesaggio silvo-pastorale sul Cimone - Estate 2016

L’ultimo gregge di pecore che avevo visto pascolare alle pendici del Cimone (versante Fanano, Sestola) risale al settembre 1989; due fratelli pastori, ormai anziani, partivano con il loro gregge al mattino presto dalla loro casa vicina agli impianti del Cimoncino, risalivano la montagna sino ai pascoli della Buca del Cimone e scendevano alla sera. Analogo percorso veniva fatto da un altro pastore più giovane che si avvaleva di un cavallo per accompagnare le pecore all’alpeggio. Era il percorso che i pastori avevano fato per centinaia di anni, forse millenni. La pratica della transumanza (discesa sul litorale adriatico durante l’inverno) era già stata abbandonata da qualche anno. Poi per ventisei lunghi anni non ho più visto una pecora al pascolo, ed anche l’allevamento bovino si è rarefatto. E’ rimasto l’allevamento sparso dei cavalli che si ritrovano sino a Pian Cavallaro.

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La presenza dell’upupa, delle rondini, delle lucciole e delle sanguisughe come termometri della buona salute di un territorio

upupa3Upupa1 bisUpupa2Il 2 giugno di quest’anno ho visto un’upupa appollaiata su una staccionata al borgo “La Serra”; a prima vista attira molto l’attenzione per le sue forme inusuali, per la bellezza delle sue piume multicolore e per l’eleganza dei suoi movimenti; dell’upupa avevo sentito parlare da anziani poiché un tempo si poteva avvistare anche in pianura, poi con l’industrializzazione e con i pesticidi in agricoltura, l’upupa era scomparsa e ora in pianura si può avvistare solo nelle oasi protette; qui a 1350 metri di altitudine nel pre-parco dell’Alto Appennino modenese l’ho vista per la prima volta appunto il 2 giugno; uccello ubiquitario, schivo e abbastanza raro, è parte di tanti miti e di tante storie dei popoli; essendo un uccello migratore anche l’upupa è dunque ritornata come le rondini dai paesi caldi del Nord Africa, dove hanno svernato.

Anche se timido tenta di entrare nella casa di Cristina, facendosi fotografare sul davanzale.

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Il percorso ad anello Borgo La Serra-Lago della Ninfa- Cimoncino


00 percorso con didascalie

Con gli sci e con le ciaspole per le vacanze pasquali

00 percorso con didascalie Anche quest’anno a metà marzo ci sono state abbondanti nevicate sul monte Cimone: tornano splendide giornate per sciare sulle piste della montagna e per ciaspolate tra boschi e prati innevati.

Le escursioni con le ciaspole consentono di scegliere i percorsi con molta flessibilità , sempre che tra il gruppo di escursionisti vi sia una guida o comunque un esperto dei luoghi.

Oggi vi propongo un percorso ad anello: borgo” La Serra” - lago della Ninfa- Cimoncino, che si snoda dolcemente tra i 1350 e i 1500 metri di altitudine.

Ovviamente si può partire da un punto qualsiasi dell’anello, seguendo i tracciati rimasti delle antiche mulattiere che formano un reticolo piuttosto fitto sul territorio.

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