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 L'ingresso del borgo dopo la restrutturazione, gennaio 2019

Anche per il borgo La Serra è tempo di consuntivi: l’insieme del borgo si è completato in questo ultimo anno e rimangono da ultimare solo la parte impiantistica e di finitura di tre abitazioni che verranno terminate secondo le scelte degli acquirenti. Si può quindi trarre un primo consuntivo di questo programma di ristrutturazione che è stato per molti versi innovativo:
Innanzitutto il borgo La Serra è un luogo unico con un paesaggio incantevole che attrae gli amanti della montagna; l’attrazione aumenta per la vicinanza agli impianti di sci del Comprensorio del Cimone , al lago della Ninfa e all’infittirsi dei percorsi pedonali e ciclabili nel comprensorio, tenuti puliti in questi ultimi anni.
- In secondo luogo la ristrutturazione è progettata e realizzata per abitazioni da abitare tutto l’anno sia d’inverno che d’estate, sempre accessibili e utilizzabili.
- In terzo luogo sono abitazioni a bassissimo consumo energetico ( la maggior parte di classe energetica A+), e per le quali si è operato il consolidamento antisismico certificato con collaudo.
- In quarto luogo il borgo ristrutturato in sasso a vista , con copertura in legno e pietra naturale, con giardini privati delimitate da staccionate in castagno, hanno conferito un’immagine omogenea ed unitaria , che ripropone l’architettura tipica dei borghi storici dell’alto Appennino modenese.
- Un quinto aspetto riguarda la distribuzione interna, molto flessibile e prevalentemente ad “open space” con ampi soggiorni attorno cui gravitano i servizi e le camere da letto.
- Il sesto elemento positivo, ed anche il più sorprendente, è che ciascun nuovo proprietario ha completato gli interni dell’abitazione con una forte personalizzazione ed una attenta cura dei particolari, anche avvalendosi di architetti e di interior designer. Sono avvenute quindi scelte tra loro differenziate: dallo stile “country” allo stile tradizionale-naturale sino allo stile “high-tech” di più recente invenzione, come si può vedere nella serie di foto di documentazione delle abitazioni realizzate.

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 Prospetto est, settembre 2019

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 Prospetto est, Casa della Peonia rossa, settembre 2019

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Prospetto est, Casa della Rosa antica, settembre 2019

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Vista dalle abitazioni affacciate a est, settembre 2019

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Vista verso il Monte Cimone, settembre 2019

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Vista del Monte Cimone dalla finestra caratteristica finestra circolare della Casa del Giglio Martagone, novembre 2018

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Villa con laghetto, settembre 2019

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  Villa con laghetto, fronte principale, settembre 2019
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20Soggiorno passante della villa con laghetto, settembre 2019

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Villa di testa a sud, settembre 2019

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Doppio volume della zona giorno della villa di testa a sud, settembre 2018

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Scala della villa di testa a sud, settembre 2018

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Zona living della villa di testa a sud, settembre 2018

29Dettaglio del bagno della villa di testa a sud, settembre 2018

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Vista tra i comignoli in pietra del Villino, settembre 2019

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 Corte interna con ingressi della Casa del Giglio martagone e della Casa della Rosa antica, settembre 2019

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Mansarda, settembre 2018

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Ingresso della mansarda, Dicembre 2018

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Zona giorno della mansarda, Dicembre 2018

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40Soggiorno della Villa di testa est-ovest, settembre 2018

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Angolo camino della Villa di testa est-ovest, settembre 2018

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Stanza da letto della Villa di testa est-ovest, settembre 2018

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Bagno della Villa di testa est-ovest, settembre 2018

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L'insieme del borgo dopo la restrutturazione, dicembre 2018

 

Il recupero di  elementi costruttivi tipici dell’architettura rurale dell’alta montagna modenese : muri in sasso , regge, camini, marcolfe

 

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 Caratteristica Marcolfa in pietra realizzata da "La Bottega del sole Fanano" posta a "vegliare" su una abitazione del Borgo

 Le case antiche dei pastori e dei contadini del Frignano, soprattutto nelle parti di alta montagna, erano fatte di muri in pietra posata a secco, con velatura d’intonaco di calce e sabbia di fiume sia all’esterno che all’interno. Si usava il legno solo per i solai e per l’orditura dei tetti che erano coperti da tre strati di lastre di pietra locale.Le porte e le finestre erano riquadrate con “ regge “ in pietra , anche i rari portici erano sostenuti da pilastri in pietra locale.
Il riscaldamento delle case era fornito dal camino di pietra posto nella zona cucina/ pranzo e in qualche modo serviva l’intera abitazione. Il tiraggio era assicurato da comignoli pure in pietra che terminavano con una lastra quadrata, sormontata da una pigna di pietra chiamata “marcolfa”.
Le marcolfe potevano essere teste più o meno raffinate, scolpite su un sasso, o semplici pezzi di pietra piramidali. Venivano poste oltre che sui comignoli anche sulle facciate e sulle porte d’ingresso. Avevano un carattere chiaramente “scaramantico” di protezione della casa dagli spiriti maligni e dai nemici in genere.
Marcolfa viene considerata una parola composita di origine germanica: marck= confine + wolf= lupo e cioè “colui che custodisce i confini” o “il lupo che custodisce il focolare domestico”.
Nell’alto Appennino modenese è diffusa la leggenda che la marcolfa in pietra deriva dalla consuetudine in tempi antichissimi di esporre la testa del nemico vinto all’ingresso o sui tetti delle proprie case per dissuadere altri nemici.
Comunque la s’interpreti, le marcolfe, i camini e i comignoli tutti in pietra sono stati elementi singolari e specifici dell’architettura rurale del Frignano e dunque particolari importanti di queste case in sasso.
Con l’abbandono della montagna e l’affermarsi della nuova edilizia senza alcuna regola funzionale e compositiva, anche i camini e i comignoli sono stati fatti con diversi materiali e nelle forme più svariate e bizzarre: dai camini in prefabbricato cementizio a quelli in lamiera e acciaio o in altra lega metallica. La qualità dei risultati si è così abbassata.
Riproporre oggi comignoli in pietra nelle forme tradizionali non vuol dire un ritorno al passato; anzi la tecnologia avanzata dei camini, delle termostufe, dei termocamini a legna e/o pellet consente impianti di riscaldamento a basso consumo con alti rendimenti e i comignoli riacquistano forme più congrue con le case in sasso ristrutturate.

 

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Comignoli in pietra con le caratteristiche "Marcolfe" al tramonto, dicembre 2018

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Tramonto con vista del Corno alle scale, dicembre 2018