Ristrutturazione degli edifici storici dei centri città e del patrimonio rurale
Restoration of historic buildings in city centers and of rural estates

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Note & commenti

Abbiamo ristrutturato il Borgo La Serra mantenendo i caratteri tradizionali delle case in sasso dell'alta montagna modenese associati ad alte prestazioni di comfort degli ambienti interni!
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Nelle precedenti note del 5 febbraio e 2 aprile 2020 abbiamo commentato l’unicità e la bellezza del panorama dalla cima del Monte Cimone (Vedi i precedenti capitoli relativi al Grande orizzonte e al Piccolo orizzonte).
Presentiamo oggi due carte geografiche che illustrano l’orizzonte ed il paesaggio che si può ammirare dal borgo “La Serra”, con allegate alcune immagini del febbraio scorso del fotografo Gabriele Fiolo.
La prima carta è vecchia duecento anni ed è un estratto della carta del Genio Militare Modenese del 1821; è particolarmente interessante non solo perché realizzata dai cadetti di Modena sotto la guida del maggiore Carandini, che è stato un grande cartografo del Ducato Estense , ma anche perché restituisce in modo preciso ed allo stesso tempo sintetico la orografia del territorio che si sviluppa davanti al borgo “La Serra”. Si identificano bene i torrenti che confluiscono nel torrente Fellicarolo che a sua volta confluisce nel torrente Leo, sono evidenziati in modo “plastico” le colline e le montagne con le parti boschive in verde chiaro, assai più ridotte rispetto ai boschi attuali poichè allora prevalevano i prati per il pascolo dei greggi di pecore. Sono indicate le principali località compresa “La Serra” che si colloca poco sotto il lago della Ninfa, allora chiamato “lago Buidilone”.

 

1821 completa

 

Carta del Genio Militare Modenese del 1821 (clicca qui per vedere l'immagine nel dettaglio)

 

L’orizzonte qui coincide, per le zone ad est e a sud, con “il piccolo orizzonte” del prof. Galassini; infatti ad est il crinale si sviluppa in parallelo con il percorso CAI 401 (località: Terminale, Torrazza, Belvedere, Nuda, ecc..); da questo lato, poco distante, si colloca anche il lago di Pratignano; questo crinale segna il confine del Parco regionale del Frignano e termina al Corno alle Scale.
A sud il crinale corre interamente sul percorso 00 del CAI e rappresenta anche il confine naturale con la Toscana, del parco del Parco regionale del Frignano ed intercetta una serie di località: lago Scaffaiolo, passo della Croce Arcana, monte Spigolino, Libro Aperto, Abetone, ecc…
E’ molto evidente in questa carta del 1821 che il lato est segnava il confine con lo Stato Pontificio (Legazione di Bologna) ed il lato sud segnava il confine con il Granducato di Toscana.
Ad ovest dominano ovviamente le cime del Cimoncino e del Cimone, mentre il nord è delimitato dal crinale che parte dal lago della Ninfa, prosegue per il”Passo del lupo”, per “Passo Serre” e per il “ monte della Calvanella”.

Nella precedente nota del 5 febbraio 2020 abbiamo commentato l’unicità e la bellezza del panorama dalla cima del Monte Cimone (vedi articolo "La vista del grande orizzonte dalla vetta del Monte Cimone"). In particolare in quella nota ci siamo soffermati sul GRANDE ORIZZONTE che consente di scorgere, nelle giornate più limpide, località mezza Italia; l’argomento ha interessato molte persone, anche non abituali frequentatori delle zone del Monte Cimone comprendenti i Comuni di Fanano, Sestola, Montecreto, Fiumalbo, Pievepelago e Riolunato.

Presentiamo ora volentieri la seconda tavola del prof. Ing. Alfredo Galassini, riguardante il PICCOLO ORIZZONTE e cioè l’orizzonte più vicino, di prima “battuta“, che si può ammirare più frequentemente dalla cima del Monte Cimone.

 

disegno

 

"Il piccolo orizzonte" - prof. ing. Alfredo Galassini (clicca qui per vedere l'immagine nel dettaglio)

 

Nella realtà sono 3-4 gli orizzonti che si sviluppano a cerchi concentrici attorno al monte Cimone (fasce evidenziate in giallo nella seconda tavola del prof. Galassini). L’orizzonte più vicino (fascia gialla+verde nella tavola allegata) è quella solcata dai torrenti Leo e Scoltenna, affluenti del fiume Panaro, che circondano il monte Cimone tranne che su una parte ridotta del lato Sud, nella fascia che va dal centro di Fellicarolo all’Abetone. Anche in questa seconda tavola tutte le località sono scientificamente ed esattamente rintracciabili. 

Disegno

 

"Il grande orizzonte" - prof. ing. Alfredo Galassini (clicca qui per vedere l'immagine nel dettaglio)

 

Le escursioni sino alla vetta del Cimone (+2165 metri sul livello del mare) sono state frequenti nel corso dei secoli e si sono intensificate dal ‘600; hanno interessato Duchi, scienziati, letterati, militari oltre che naturalmente semplici alpinisti ed i pastori che abitavano le pendici della grande montagna.

Un antico borgo, esempio di architettura rurale nell’alta montagna modenese

Il monte Cimone è stato frequentato sin dall’antichità come dimostrano il ritrovamento di numerosi reperti archeologici. Era abitato sino all’altitudine di 1350-1400 metri sul livello del mare; lo prova un documento del 753 d.C. in cui il re longobardo Astolfo dona all’abate Anselmo di Fanano : 16.000 ettari della parte alta del Cimone riservati al pascolo e alla raccolta della legna secca da parte dei residenti delle frazioni di Canevare, Fellicarolo, Ospitale e Serrazzone ( gli Usi civici tuttora operanti per i residenti di tali frazioni ). Il borgo “la Serra” nella frazione di Canevare di Fanano confina direttamente con i pascoli di questi Usi civici ed è un nucleo molto antico di case di pastori che abitavano le pendici più alte del monte Cimone; più in alto ancora ci sono solo pascoli per i greggi di pecore e boschi di faggi sino ai 1800 metri, poi c’è la fascia dei mirtilleti e infine solo prati sino alla cima di 2100 metri. Su questa linea dei 1350 metri sul livello del mare nella frazione di Canevare permangono tre borghi antichi: La Serra, il Fusano e la Binella. Altri nuclei sono stati costruiti in periodi più recenti (‘700-‘800). Naturalmente ci sono altri borghi antichi a quote più basse sino al centro di Canevare e infine sino al centro di Fanano.Il primo documento che attesta l’esistenza del borgo La Serra si trova nel libro di padre Joseph del 1684-1686 che, pur non riportando alcuna carta topografica, costituisce un catasto completo dei terreni coltivati, una descrizione dettagliata ed esaustiva di tutte le località del Comune di Fanano che si traduce in una “istantanea” della Comunità e del suo territorio a metà del ‘600; molte di queste località sono rimaste nei secoli sino ai giorni nostri e costituiscono ancora l’ossatura principale del territorio agricolo.
Per una lettura più completa dell’argomento si rinvia al n.27 della rivista “ Fanano fra storia e poesia “ in edicola dal luglio del 2017, all’articolo “ Per una storia del paesaggio montano e della popolazione di Canevare “ pag.137-155. L’elenco dettagliato delle località di padre Joseph è stato confrontato con le località riportate in carte topografiche di epoche successive e un registro di numerazione civica:
-1800: Estratto della carta topografica dell'Istituto Geografico militare austriaco;

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Video di Alberto Mecugni, Cimoncino, novembre 2019.

Sulla media e alta montagna forse l’autunno è una stagione morta per il turismo di passaggio ma di certo non lo è per chi la frequenta assiduamente: a partire dai 1000 metri di altitudine quando iniziano i boschi di faggio sino ai 1800 metri dove si estendono i mirtilleti, si può ammirare un’ampia gamma di colori: dai gialli lucenti degli aceri, dei frassini e dei faggi, ai rossi dei ciliegi selvatici e dei mirtilleti e sullo sfondo i verdi scuri dei prati e delle abetine; è una sagra di colori che pervade tutto il bosco, l’aria con lo svolazzare delle foglie cadenti, i percorsi delle mulattiere e delle strade stesse.
E’ lo stupefacente spettacolo che in questi giorni si rinnova anche al Cimoncino e al borgo La Serra. 

 

 

DSC 9363

Antico Borgo "La Serra" - Casa della Peonia rossa, vista verso valle

 

Il monte Cimone è sempre stato frequentato nel periodo estivo dai pastori con i loro greggi di pecore e capre sin dall’antichità. Le loro case in sasso si collocavano sulle pendici del monte in una fascia compresa tra di 1300-1400 metri di altitudine sul livello del mare.
Dal 1945 al 1980 si è verificata la forte emigrazione verso le città industriali con il conseguente abbandono della pastorizia.
L’ultimo gregge di pecore che avevo visto pascolare sulle pendici del Cimone, versante di Fanano, risaliva al settembre 1989; due fratelli pastori, ormai anziani, partivano con il loro gregge al mattino presto dalla loro casa vicina agli impianti sciistici del Cimoncino, risalivano la montagna sino ai pascoli della Buca del Cimone e scendevano alla sera. Analogo percorso veniva fatto da un altro pastore più giovane che si avvaleva di un cavallo per accompagnare le pecore all’alpeggio. Era il percorso che i pastori avevano fatto per centinaia di anni, forse millenni. La pratica della transumanza, che consisteva nella discesa invernale lungo le fasce prative dei fiumi sino al litorale adriatico o sino alla Maremma, era già stata abbandonata da qualche anno.
Poi per ventisei anni lunghi anni non ho più visto una pecora al pascolo, ed anche l’allevamento bovino si è progressivamente rarefatto ed alla fine è anch’esso scomparso. E’ rimasto l’allevamento sparso dei cavalli che si ritrovano sino a Pian Cavallaro.

 

 

Il camino a legna era presente in tutte le case dei pastori dell’alta montagna modenese ed era l’unica fonte di riscaldamento della casa sino a quando nel’900 si è introdotta la “stufa economica“ e poi molto più di recente si sono installati impianti di riscaldamento a gpl o ad altra fonte energetica. Ma il camino antico è rimasto sempre intatto nel soggiorno anche solo come elemento di arredo; la tipologia ricorrente di camino antico di queste zone era in pietra serena con un’ampia apertura verso il soggiorno ed una profondità relativamente modesta; serviva a diffondere quanto più possibile il caldo nel soggiorno, che comprendeva la zona pranzo e la cucina, ma si esponeva ad uno scarso “tiraggio” del fumo nei frequenti casi di forte vento e di maltempo all’esterno.

Disegno SDG

Il fuoco del camino è rimasto un elemento importante nell’immaginario collettivo: riscalda, si rinnova continuamente, rassicura, tranquillizza; passare il tempo del riposo davanti al fuoco del camino è rimasta un’abitudine diffusa anche nelle case moderne.

 

Anche al Cimoncino ed al borgo La Serra ( quote comprese tra i 1300 e 1500 metri sul livello del mare ) è terminato un inverno con poca neve ed un prolungato periodo di siccità che ha provocato principi di incendio nei prati incolti a sterpaglie; ora si manifestano i primi segni della primavera :

- Non è ancora cresciuta l’erba sui prati ma già si notano i cerchi verde intenso: nulla di strano perchè è un fenomeno singolare ma ricorrente sui prati di montagna a primavera : su questi cerchi cresceranno i prugnoli a primavera inoltrata, le gambesecche in estate, i prataioli in autunno;

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