Ristrutturazione degli edifici storici dei centri città e del patrimonio rurale
Restoration of historic buildings in city centers and of rural estates

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Note & commenti

Transumanza - Autunno 2019

 

Il monte Cimone è sempre stato frequentato nel periodo estivo dai pastori con i loro greggi di pecore e capre sin dall’antichità. Le loro case in sasso si collocavano sulle pendici del monte in una fascia compresa tra di 1300-1400 metri di altitudine sul livello del mare.
Dal 1945 al 1980 si è verificata la forte emigrazione verso le città industriali con il conseguente abbandono della pastorizia.
L’ultimo gregge di pecore che avevo visto pascolare sulle pendici del Cimone, versante di Fanano, risaliva al settembre 1989; due fratelli pastori, ormai anziani, partivano con il loro gregge al mattino presto dalla loro casa vicina agli impianti sciistici del Cimoncino, risalivano la montagna sino ai pascoli della Buca del Cimone e scendevano alla sera. Analogo percorso veniva fatto da un altro pastore più giovane che si avvaleva di un cavallo per accompagnare le pecore all’alpeggio. Era il percorso che i pastori avevano fatto per centinaia di anni, forse millenni. La pratica della transumanza, che consisteva nella discesa invernale lungo le fasce prative dei fiumi sino al litorale adriatico o sino alla Maremma, era già stata abbandonata da qualche anno.
Poi per ventisei anni lunghi anni non ho più visto una pecora al pascolo, ed anche l’allevamento bovino si è progressivamente rarefatto ed alla fine è anch’esso scomparso. E’ rimasto l’allevamento sparso dei cavalli che si ritrovano sino a Pian Cavallaro.

 

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Il fuoco dei camini

 

Il camino a legna era presente in tutte le case dei pastori dell’alta montagna modenese ed era l’unica fonte di riscaldamento della casa sino a quando nel’900 si è introdotta la “stufa economica“ e poi molto più di recente si sono installati impianti di riscaldamento a gpl o ad altra fonte energetica. Ma il camino antico è rimasto sempre intatto nel soggiorno anche solo come elemento di arredo; la tipologia ricorrente di camino antico di queste zone era in pietra serena con un’ampia apertura verso il soggiorno ed una profondità relativamente modesta; serviva a diffondere quanto più possibile il caldo nel soggiorno, che comprendeva la zona pranzo e la cucina, ma si esponeva ad uno scarso “tiraggio” del fumo nei frequenti casi di forte vento e di maltempo all’esterno.

Disegno SDG

Il fuoco del camino è rimasto un elemento importante nell’immaginario collettivo: riscalda, si rinnova continuamente, rassicura, tranquillizza; passare il tempo del riposo davanti al fuoco del camino è rimasta un’abitudine diffusa anche nelle case moderne.

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Il risveglio della primavera 2019 al Cimoncino ed al borgo La Serra

 

Anche al Cimoncino ed al borgo La Serra ( quote comprese tra i 1300 e 1500 metri sul livello del mare ) è terminato un inverno con poca neve ed un prolungato periodo di siccità che ha provocato principi di incendio nei prati incolti a sterpaglie; ora si manifestano i primi segni della primavera :

- Non è ancora cresciuta l’erba sui prati ma già si notano i cerchi verde intenso: nulla di strano perchè è un fenomeno singolare ma ricorrente sui prati di montagna a primavera : su questi cerchi cresceranno i prugnoli a primavera inoltrata, le gambesecche in estate, i prataioli in autunno;

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La prima neve del 2019: Il Borgo La Serra e il paesaggio del Cimoncino

Il tramonto tra i comignoli in sasso del borgo La Serra

In attesa delle nevicate che tardano ad arrivare il Borgo La Serra, ormai completato nel suo insieme, si colloca sapientemente nel paesaggio attraverso l'uso dei caratteri tipici del luogo.

L'utilizzo di materiali locali come la pietra naturale per la copertura dei tetti, le facciate esterne e i tipici camini rende le abitazioni del borgo estremamente caratterizzate e interessanti. I comignoli in sasso sormontati dalle marcolfe (vedi Le marcolfe sui comignoli di pietra), funzionanti grazie all'utilizzo di termostufe a pellet a bassissimo consumo energetico, ne sono un chiaro esempio sia per l'aspetto estetico che funzionale.

Nel complesso, seppur senza neve, si respira un'atmosfera magica contemplabile dalla propria finestra o seduti in poltrona davanti al calore della legna che arde nel camino.

IMG 0286 Vista del Corno alle Scale tra i comignoli del Borgo al tramonto

IMG 0293 Comignoli in sasso sormontati dalle "marcolfe"

 

fotografie di Marco Cioni

Dicembre 2018

In autunno a san Martino è tempo di consuntivi

E’ tempo di sagre paesane e di caldarroste croccanti: si avvicina l’estate di s. Martino.

In questa ricorrenza, che il calendario prevede l’11 novembre, una volta si facevano i consuntivi e i contratti agricoli dell’anno.
Anche per il borgo La Serra è tempo di consuntivi: l’insieme del borgo si è completato in questo ultimo anno e rimangono da ultimare solo la parte impiantistica e di finitura di quattro abitazioni tra le più piccole, che verranno terminate secondo le scelte degli acquirenti. Si può quindi trarre un primo consuntivo di questo programma di ristrutturazione che è stato per molti versi innovativo. Nonostante un altro intervento al borgo del Fusano avesse da poco trovato una risposta positiva, in pochi avrebbero scommesso sull’esito positivo del programma di recupero del borgo La Serra, essendo esso iniziato nel 2015 e ancora in piena crisi. Come per il Fusano anche in questo caso sono stati trovati gli acquirenti; le ragioni sono molteplici, che riassumo di seguito.

Innanzitutto il borgo La Serra è un luogo unico con un paesaggio incantevole che attrae gli amanti della montagna; l’attrazione aumenta per la vicinanza agli impianti di sci del Comprensorio del Cimone , al lago della Ninfa e all’infittirsi dei percorsi pedonali e ciclabili nel comprensorio, tenuti puliti in questi ultimi anni.
In secondo luogo la ristrutturazione è progettata e realizzata per abitazioni da abitare tutto l’anno sia d’inverno che d’estate, sempre accessibili e utilizzabili.
In terzo luogo sono abitazioni a bassissimo consumo energetico ( la maggior parte di classe energetica A+), e per le quali si è operato il consolidamento antisismico certificato da collaudo.
In quarto luogo il borgo ristrutturato in sasso a vista , con copertura in legno e pietra naturale, con giardini privati delimitate da staccionate in castagno, hanno conferito un’immagine omogenea ed unitaria , che ripropone l’architettura tipica dei borghi storici dell’alto Appennino modenese.
Un quinto aspetto riguarda la distribuzione interna, molto flessibile e prevalentemente ad “open space” con ampi soggiorni attorno cui gravitano i servizi e le camere da letto.
Il sesto elemento positivo, ed anche il più sorprendente, è che ciascun nuovo proprietario ha completato gli interni dell’abitazione con una forte personalizzazione ed una attenta cura dei particolari, anche avvalendosi di architetti e di interior designer. Sono avvenute quindi scelte tra loro differenziate: dallo stile “country” allo stile tradizionale-naturale sino allo stile “high-tech” di più recente invenzione, come si può vedere nella serie di foto di documentazione delle abitazioni realizzate.

VILLA DI TESTA A SUD

(Fotografie di Gabriele Fiolo)

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Doppio volume della zona giorno

 

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L'autunno all'antico borgo La Serra - Ottobre 2018

L'estate 2018 in montagna

A luglio-agosto “Tutti al mare”. Non è proprio così per chi ama la tranquillità e la bellezza della natura incontaminata.
A 1400 metri di altitudine alle pendici del Cimone si possono trovare tante piccole sorprese.
A giugno una coppia di codirosso ha fatto il nido in una buca delle lettere allevando ben cinque piccoli che poi nell’arco di quindici giorni sono volati via.

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Il codirosso è un piccolo uccello migratore (come le rondini) che preferisce fare i nidi in luoghi protetti; spesso lo si ritrova nei cantieri di ristrutturazione. (Per approfondire: https://www.mille-animali.com/animali/uccelli/codirosso.php)

 

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Immergersi nell'essenza della montagna

La tanta neve accumulatasi durante l’inverno si è ormai sciolta e i paesaggi della montagna si sono nuovamente rinverditi con i colori accesi della primavera.
Con la ricomparsa del fogliame sui numerosi alberi e dei coloratissimi fiori nei campi si respira di nuovo quel senso di purezza incontaminata che solo la natura può offrire. La bellezza della montagna non è rappresentata solamente dall’attrattività ludica durante la stagione invernale bensì dalla sua potenza intrinseca sprigionata durante le stagioni primaverile ed estiva.
Immergersi nella natura facendone esperienza attraverso tutti e cinque i sensi permette di staccare per qualche ora dalla routine quotidiana riallacciando i propri ritmi con quelli naturali. I suoni della foresta, il profumo degli alberi, i raggi del sole che filtrano tra le foglie e l’aria pulita ci donano un senso di benessere che allevia lo stress e le  preoccupazioni aiutandoci a schiarire i pensieri e a ritrovare buonumore, energia e vitalità.
La consapevolezza intuitiva e istintiva di tutto ciò è radicata nel nostro animo, tuttavia si tratta di una sensazione profonda e difficile da descrivere.
In Giappone questa sensazione è espressa col termine yugen. Esso riguarda il nostro mondo ma ci suggerisce l’esistenza di qualcosa al di fuori, rappresenta la capacità di percepire la bellezza e i misteri dell’universo.

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Qing Li., Shinrin-yoku. Immergersi nei boschi, 2018

 

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Il paesaggio innevato del Cimoncino - Pasqua 2018

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