Ristrutturazione degli edifici storici dei centri città e del patrimonio rurale
Restoration of historic buildings in city centers and of rural estates

contatto: tel 059223979 - cel 333 4744091 - info@petra2000.it

Note & commenti

Itinerari di stagione-giugno.L'antica mulattiera de " La serra" ritrovata


03Alle antiche mulattiere, spesso abbandonate, abbiamo accennato già nella precedente puntata.

Ritorniamo ora sull'antica mulattiera Fanano-Canevare- "La Serra"- "lago della Ninfa" ( denominata ancora oggi strada vicinale della Serra) perché un ampio tratto, oramai abbandonato da molti anni, è stato ripristinato questa primavera dagli Usi civici delle frazioni di Serazzone, Ospitale , Fellicarolo e Canevare nel Comune di Fanano.

Gli Usi civici possiedono 1.692 Ha di terreno montano nel comune di Fanano, destinati a pascolo e bosco.

E' una proprietà comune ai residenti delle quattro frazioni che deriva direttamente dai "privilegi" concessi all'abate Anselmo da parte del Re longobardo Astolfo nell'anno 753 d.c.

Ancora oggi è gestita da un Consiglio di Amministrazione eletto periodicamente sempre dai residenti delle quattro frazioni.

Ciascun residente ha diritto di pascolo, di raccolta della legna morta da fuoco per consumo proprio, e di raccolta dei frutti di bosco (funghi, lamponi, mirtilli, ecc.).

Ovviamente gli Usi civici effettuano opere di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio interessato dal "previlegio".

Planimetrie Mulattiera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Il tratto interessato dal ripristino di oltre due km inizia a " Serra di gallina" (1300 m s.m.)

01

02

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 passa per il borgo " La Serra ",

04

05

 

 

 

 

 

 

 

 

 

06

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

si sviluppa dentro il bosco di faggi

07

08

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 e termina al lago della Ninfa .

09

Riuso del patrimonio esistente

Prima dell'inizio della crisi (dalla metà del 2007) che stiamo tuttora attraversando, ha prevalso l'espansione urbana con grande consumo di suolo agricolo per le nuove urbanizzazioni e nuove costruzioni; gli interventi di riuso del patrimonio esistente (centri storici, insediamenti sparsi, paesaggio agricolo) sono rimasti elementi residuali di nicchia. 

DiagrammaAncora oggi l'ISTAT rileva solo l'attività edilizia delle nuove sostruzioni, non gli interventi di ristrutturazione, restauro e manutenzione straordinaria. Eppure con la crisi tutta l'attività edilizia ha subito la più pesante contrazione dal dopoguerra ad oggi, ma si è comunque progressivamente rafforzata l'attività di ristrutturazione, grazie anche agli incentivi statali.

Gli operatori del settore edilizio lo sanno già da un anno, ed anche il CRESME attesta che gli interventi sull'esistente oramai si avvicinano al 70% degli investimenti in edilizia e la ripresa del ciclo edilizio iniziata nel 2013 ha come elemento trainante le ristrutturazioni in senso ampio (consolidamento statico, risparmio energetico con interventi sugli involucri e sugli impianti, applicazione di nuove tecnologie di comunicazione e per la sicurezza, riabilitazione ambientale e paesaggistica, ecc.).

Questa tendenza va estesa e rafforzata per diverse fondamentali ragioni:

evitare ulteriore consumo di territorio agricolo (è un obbiettivo già recepito in sedi autorevoli e speriamo non sia una moda passeggera);
- ristrutturare l'esistente significa anche conservare e/o reintrodurre presidi territoriali diffusi in grado di fare manutenzione su tutto il territorio; una certa "filosofia" ambientalista che sosteneva che parte dei territori agricoli potevano essere lasciati al rimboschimento selvaggio si è dimostrata disastrosa quanto le nuove urbanizzazioni esasperate;
conservare ed anzi migliorare l'ambiente e il paesaggio dopo cinquanta anni di trasformazioni repentine ed incontrollate, è altrettanto importante: il paesaggio italiano rimane un bene culturale ed economico fondamentale;
puntare sull'intervento diffuso significa attivare i risparmi di gran parte dei proprietari di case e d'immobili in genere, che rappresentano più dell'80% delle famiglie italiane.
Del riuso ci occuperemo ripetutamente perché è il tema principale del nuovo ciclo edilizio per i prossimi cinque anni, forse anche dieci, prima di riparlare di nuove costruzioni.

Itinerari di stagione

antica mulattiera Fanano-Canevare-lago della NinfaSiamo agli ultimi appuntamenti con gli sci. Con il 25 aprile e il 1° maggio, anche alle quote dei 1300/1500 m.s.m. sui pendii del Monte Cimone nelle località di Sestola e Fanano, le nevi residue si sciolgono e riemerge la vegetazione del sottobosco.

Si rivedono le vecchie mulattiere (vedi foto), fioriscono crochi, primule e narcisi.
Si fanno sentire, e qualche volta anche vedere lepri, caprioli, cinghiali, l'aquila reale, la poiana e tanti altri animali selvatici. Si possono riprendere le passeggiate lungo le mulattiere attraversando boschi e prati.

Non sempre questo è possibile perché molte sono state abbandonate e sostituite da strade carraie e dai sentieri C.A.I., quasi mai coincidenti con la mulattiera.

morchelleprugnoliI percorsi però delle mulattiere, spesso costeggiate da muri in sasso a secco, sono quelli più suggestivi perché raggiungono rapidamente tutti gli insediamenti antichi (case e borghi ristrutturati e/o abbandonati) ed aiutano a scoprire i primi funghi di stagione.

Appena la neve si scioglie, emergono le spugnole (o più propriamente morchelle) (vedi foto) dalle zone umide lungo i fossati, tra i roveti ed i sassi di case diroccate; subito dopo a Maggio ecco nascere, ben nascosti, i prugnoli (calocybe gambosa) (vedi foto)
che si annidano nei prati o lungo i sentieri, là dove l'erba si fa più fitta e di un verde più scuro. I più fortunati li rintracciano nei " ferri di cavallo" o "cerchi delle streghe" formatisi nei prati stabili nel corso degli anni. Sono due specie di funghi pregiati, ottimi in diverse preparazioni sia freschi sia essiccati.

itinerari

Il Cimone

Abitazioni vendute

  • 1A

  • 2B

  • 2C

  • 3C

  • 4

  • 5

  • 6